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DIATTO & VISCOSA

32.00

DONNA SERGIO
MONGINEVRO CULTURA
1000000451023

1 disponibili (ordinabile)

COD: 1000000451023 Categoria:

Descrizione

Quest’ultimo libro di Sergio Donna è dedicato a due importanti fabbriche che nel Novecento si sono succedute nel quadrilatero industriale di Via Frejus, Via Cesana, Via Moretta e Via Revello, in Borgata Cenisia, a Torino.
L’interessante saggio, fresco di stampa, esce in un momento topico di estrema attualità, in quanto Il fabbricato industriale che in passato ha accolto questi due notissimi brand dell’industria italiana, è in fase di abbattimento (tranne l’ex Palazzina Uffici, opera di Pietro Fenoglio, ed alcune altre porzioni di fabbricati o di muri perimetrali, ritenuti intoccabili dalla Soprintendenza per il loro pregio architettonico) per far spazio a un nuovo complesso residenziale, con annessa piastra commerciale per la medio-grande distribuzione, con annesso parcheggio interrato ed area verde.
Un libro originale e ben illustrato, che ripercorre l’avvincente ultracentenaria storia della Diatto e quella non meno coinvolgente della Viscosa, due fabbriche ancora fermamente presenti nel ricordo dei residenti, che hanno scritto pagine tra le più nobili della storia industriale del Paese.
Un piacevole volume, di scorrevole lettura, documentato da decine di fotografie storiche, che – al tempo stesso – pone l’accento, con un’obiettiva ed imparziale analisi, com’è nello stile dell’Autore, sulle ardue e travagliate decisioni che le pubbliche istituzioni devono spesso adottare allorché si debba trovare il compromesso meno penalizzante tra la necessità improrogabile di alleggerirsi di ormai insostenibili oneri economici per la manutenzione di vaste aree industriali in disuso, e la necessità di tener conto – con equità e concretezza – dei legittimi bisogni di servizi sociali, verde pubblico, e spazi associativi da parte dei cittadini. E senza trascurare la valenza culturale, storica e architettonica, o anche puramente simbolica, delle fabbriche dismesse. Nella soluzione di questi nodi decisionali, diventa allora essenziale un coinvolgimento diretto e a monte delle decisioni comunali, delle Circoscrizioni, enti territoriali di primo grado e a contatto immediato con i residenti, attribuendo loro un prioritario ruolo decisionale e non – come accade ora – un mero parere consultivo e non determinante.